Lettura per Venerdì 21/11/2008
Domenica 23 novembre A
Rito romano Ez 34,11-12.15-17 1Cor 15,20-26.28 Mt 25,31-46
Rito ambrosiano II di Avvento Lc 24,1-8 Is 51,7-12 Rm 15,15-21 Mt 3,1-12
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.
Il Signore è un pastore buono, sempre pronto a cercare la pecora perduta, ad accogliere, a fasciare, a proteggere. L’amore, quando è disinteressato e generoso, è in sintonia con l’Amore di Cristo che predilige i piccoli, gli umili,
quelli che non si ritengono sapienti, i malati, gli anziani, chi sa chiedergli protezione, perché riconoscono la caducità della vita terrena, riconoscono di essere “servi inutili” anche quando compiono il loro dovere, sono consapevoli che senza Dio non si può fare nulla di buono. Sentono la necessità di aggrapparsi alla mano potente di Dio che conduce per il giusto cammino.
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